August 26, 2009 at 8:52 am (Uncategorized)

SARA ROSENBERG (1954) scrittrice argentina, drammaturga e artista visiva, nel 1975 ha scelto l’esilio e dal 1982 risiede a Madrid. Ha pubblicato tre romanzi, Un libro rojo (1998), Cuaderno de invierno (2000) e La edad de barro (2003) e ha tenuto numerose mostre di arte visiva.

La scrittura della differenza è un volumetto di particolare densità e spessore. Curato da Anna Maria Crispino, ospita i 4 testi teatrali vincitori della III Biennale Internazionale delle Drammaturghe (2005-2006), che si svolge a Napoli per dare voce alla differenza.

Insieme al bellissimo testo di Sara Rosenberg del quale si consiglia vivamente la lettura integrale, il volume accoglie Frontera, di Gabriella De Fina, Io non sono Charlot, di Liliam Ojeda Hernàndez, L’altra tempesta, di Raquel Carriò e Flora Lanten.

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la collina

August 26, 2009 at 8:50 am (Uncategorized)

THE HILL

 
Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.
One passed in a fewer,
One was burned in a mine, Read the rest of this entry »

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August 26, 2009 at 8:48 am (Uncategorized)

I paesaggi onirici che Pina Bausch rappresenta sono affreschi di ineguagliabile e inconsueta bellezza. Come le distese immense di garofani nel suo Nelken. Cascate di colore sopra cui si cammina in punta di piedi o suonando la fisarmonica. Certamente nudi. È proprio nella nudità e nella esalazione della carne che la Bausch riesce a toccare un picco di leggiadria extra-umana. Dal nodo del corpo ci si avvicina al tormento del fantasma, all’oscuro presagio della perdita, inattesa presenza. Oltre che corpo totale, la Bausch custodisce il segreto dell’evaporazione dello spirito. Come un’antica alchimista maneggia i passi, gli interstizi e le distanze inesplorate.

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August 26, 2009 at 8:46 am (Uncategorized)

Entra: ecco la camera confusa e provvisoria/ dov’ero solo e dove aspettandoti vivevo,/ e la mia tristezza con la sua lampada e gli armadi,/ ed ecco il ritratto di mia madre a vent’anni.

Paul Géraldy

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la morsa

August 20, 2009 at 8:26 am (Uncategorized)

Siamo stretti un una morsa. La crisi mondiale ci sta schiacciando da una parte e la paura del terrorismo ci annichilisce dall’altra. Come difenderci?
In questo libro di Loretta Napoleoni, il primo che ha scritto direttamente in italiano e che uscirà in America e negli altri stati solo in settembre, esploriamo insieme all’autrice i legami fra terrorismo ed economia. In che modo possiamo leggere [interpretare] le notizie dei giornali? Spesso ci siamo chiesti cosa e quanto ci venga raccontato, ma soprattutto cosa ci venga taciuto.
Loretta Napoleoni ci fornisce una nuova e approfondita chiave di lettura della crisi mondiale che ci avvolge, e lo fa in quel suo modo semplice e diretto che già conosciamo dalla lettura degli altri suoi libri.

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August 20, 2009 at 8:24 am (Uncategorized)

Alice rimase in silenzio.
In primavera quando gli alberi si ornano di verde
Tenterò di spiegarle che cosa dir intendo.

— Molte grazie — annuì Alice.

D’estate, quando le giornate sono lunghe
Forse potrà meglio capire la mia canzone.

In autunno, quando le foglie si tingono di rosso
Prenda inchiostro e penna, e tutta la riscriva.

— Lo farò, se riesco a ricordarmi una cosa così lunga — esclamò Alice.

— Potrebbe evitare di fare delle simili osservazioni — dichiarò Ciccio Frittella [1] — non hanno senso e mi fanno perdere il filo.

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August 20, 2009 at 8:22 am (Uncategorized)

Costretto ad otto lunghi anni di silenzio (ai detenuti chiusi nello Spielberg era vietata, infatti, ogni corrispondenza) il Pellico percepisce la possibilità di riprendere gli scambi epistolari come uno dei segni del proprio ritorno alla vita.

Nelle lettere il Pellico definisce spesso il carcere con termini come “tomba” o “sepoltura” e parla della grazia come di un ritorno dalla morte alla vita. Consapevole tuttavia della delicatezza della propria posizione preferisce non affidare alla posta le lettere destinate agli ex compagni di prigionia e in particolare all’ex compagno di cella Piero Maroncelli.

In queste lettere, il Pellico, sapendo di avere la posta sotto controllo, raccomanda spesso al Maroncelli di essere prudente :

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August 20, 2009 at 8:21 am (Uncategorized)

Silvio Pellico aveva superato le sofferenze patite, sia durante il periodo del processo sia negli anni della detenzione allo Spielberg, grazie alla fede religiosa.

Questa fede dopo l’uscita dal carcere continua a nutrirsi di letture che spaziano dalla Bibbia ai libri di devozione.

Nelle lettere indirizzate al padre somasco Giovani Antonio Bottari,[1] vengono citati, oltre a due classici come la Filotea e L’Imitazione di Cristo (di cui viene ricordata una traduzione dell’abate Antonio Cesari),[2] anche gli scritti teologici del cardinale Wisemann,[3] il Seminario ecclesiastico del padre gesuita Augustin Theiner, le opere del padre gesuita Antonio Bresciani,[4] le poesie del padre somasco Antonio Buonfiglio,[5] il catechismo scritto dal vescovo di Pinerolo per i Valdesi che volevano convertirsi al cattolicesimo.[6]
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August 19, 2009 at 7:17 am (Uncategorized)

Agosto

Controluce a un tramonto
di pesca e zucchero.
E il sole all’interno del vespro,
come il nocciolo in un frutto.
La pannocchia serba intatto
il suo riso giallo e duro.
Agosto.
I bambini mangiano
pane scuro e saporita luna.

F.G. Lorca

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August 19, 2009 at 7:15 am (Uncategorized)

Diceva che l’amore assomiglia al gioco
E che lei perde sempre
Diceva che era una brutta abitudine
Che non si azzardava a curare.

Diceva di temere la luce
Nonostante avesse sacrificato molte notti
Si accontentava della sua solitudine
Non curava le amicizie
Ma cadeva dalla sua nube
Ogni volta che la pioggia la conduceva a terra.

qui

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